Chiara Nejrotti e Luisa Paglieri erano (attivamente) presenti al Raduno San Marino Tolkien Fest (qui la pagina Facebook). Ci hanno scritto questo resoconto, che riportiamo di seguito. Se volete vedere qualche video delle conferenze, rimandiamo qui agli amici di RadioBrea!

Dal 28 al 30 luglio si è svolto anche quest’anno l’evento tolkieniano organizzato dall’associazione Titania nella Repubblica di San Marino. Il Raduno, di cui quest’anno si è festeggiato il decennale, è innanzitutto un ritrovo di amici, per questo motivo le vostre inviate speciali Chiara e Luisa vi hanno partecipato, come negli anni scorsi; ecco un breve resoconto.
Anziché nella Rocca e per le vie della città di San Marino, l’evento quest’anno si è svolto nel podere Lesignano, sempre nel territorio della Repubblica, ma in un paesaggio decisamente più bucolico. Se negli anni precedenti si era a Minas Tirith, quest’anno ci siamo spostati nella Contea: le luci, i padiglioni contornati da festoni di bandierine colorate davano proprio l’impressione di trovarsi alla Festa a lungo attesa organizzata da Bilbo.
Molti i workshop a cui era possibile partecipare: dai “classici” di tiro con l’arco e scherma storica, a quelli meno usuali di ricamo e pesca nel laghetto sovrastante, ovviamente ribattezzato “Mirolago”.
Molto frequentata la sala dedicata ai giochi di ruolo e da tavola, che si sono svolti durante tutti i due giorni della manifestazione.
Il punto focale, come sempre, sono state comunque le tavole rotonde, a cui hanno partecipato anche le sottoscritte come relatrici. Purtroppo alcuni degli ospiti previsti, come il “nostro” Paolo Gulisano, non hanno potuto essere presenti, tuttavia i relatori intervenuti hanno ampiamente sviluppato i temi proposti negli incontri, che sono stati vivaci e ricchi di spunti interessanti.
Nel pomeriggio del venerdì, Federico De Renzi, filologo, turcologo e islamista, ha presentato una propria riflessione sulle lingue della Terra di Mezzo meno conosciute e sviluppate dal Professore, come la lingua Nera e la lingua dei Nani; mostrando come anch’esse possano essere ricondotte a radici di lingue antiche effettivamente esistenti.
Successivamente il Raduno ha voluto commemorare una cara amica, presente al Raduno fin dalla prima edizione, che purtroppo ci ha lasciato: Adriana Comaschi. Insieme abbiamo ricordato la sua grande bravura di scrittrice fantasy, la sua vivacità intellettuale e la sua simpatia; per chi l’ha conosciuta, come noi, lascia un grande vuoto e siamo certi che essa sia approdata nelle Terre Imperiture e oltre il Ponte dell’arcobaleno dai suoi amati gatti.
Il sabato mattina, Ivano Sassanelli è intervenuto a distanza per parlarci del rapporto di Tolkien con i figli, in particolare con il secondogenito Michael, mentre Luca Arrighini ha ripercorso il rapporto del giovane John Ronald con Padre Francis Morgan che gli fece da tutore: questo rapporto rimase per lui il modello della paternità.
Il secondo incontro della mattinata, intitolato “Il Canto di Iluvatar” si è occupato dei due capisaldi della sub creazione tolkieniana: la fede, di cui ci hanno parlato ancora Ivano e Luca, e il linguaggio, di cui ha parlato la sottoscritta Luisa.
Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda: “La Casetta del Gioco Perduto, vol.II – uno sguardo aggiornato al mondo del gaming tolkieniano e fantastico”a cui hanno partecipato i relatori; H. Pu, E. Borro, G. Galli, N. Gentile, Mastro Underhill, Riviera Nerd; seguita dall’incontro dedicato al bilancio dell’importanza dell’opera di Tolkien e della sua influenza dopo 50 anni dalla morte del Professore: “Andata e Ritorno – un punto sull’Opera e il Ricordo di Tolkien a 50 anni dalla scomparsa/Nuove Pagine Tolkieniane”.
L’incontro ha visto sia la presentazione di saggi ispirati all’universo e alla poetica tolkieniana, come quello dedicato a Tolkien e Dante di Ivano Sassanelli, quello sull’influenza della mitologia e della letteratura classica di Arianna Parissi e quello sulla guerra nella Terra di Mezzo di Marco Rubboli, sia un bilancio dell’importanza dell’opera tolkieniana sull’immaginario. A questo riguardo Armando Corridore, editore e saggista, ha parlato dell’importanza del sublime nella letteratura e in particolare nel fantastico, e di quanto questo sia sempre più assente nella narrativa attuale . La vostra qui presente Chiara poi ha cercato di rispondere alla domanda: “perché Tolkien possa essere considerato un classico” e per quale motivo la sua opera abbia avuto e continui ad avere così tanto successo. Alessandro Bizzarri, infine, ha presentato la sua trilogia fantasy ispirata al Signore degli Anelli e a D&D.
La domenica mattina si è svolta l’interessantissima tavola rotonda dal titolo “Le Fondamenta del Fantastico – Viaggio nella letteratura e Folklore del Medioevo”: Carla Iacono Isidoro, antropologa e studiosa degli aspetti storico-antropologici dell’opera di Tolkien, ci ha parlato del Green Man ovvero l’Uomo Selvatico, dal punto di vista antropologico e folklorico (anche se i due personaggi non sono proprio la stessa cosa, secondo Luisa), figura che Tolkien conosceva bene avendo curato l’edizione di Gawain e il Cavaliere Verde, e che si può ritrovare in Barbalbero, ma anche in Tom Bombadil. Ferruccio Cortesi, archeologo e antropologo, è risalito indietro nel tempo per rintracciare i Berserkr, i guerrieri-orso, di cui Beorn è un perfetto esemplare. Errico Borro, archeologo e coautore del gioco di ruolo Il tempo della spada ha trattato il tema della magia, così come si è strutturata nel corso dei secoli fino al Rinascimento; Alessandro Astolfi, laureato in linguistica e filologia, ci ha parlato delle radici etnolinguistiche dell’opera tolkieniana e della figura del drago (facendo tra l’altro un interessante excursus sulle lingue italiane perché non solo il toscano ebbe una notevole produzione letteraria). La conclusione è stata lasciata a Annarita Guarnieri, notissima traduttrice di narrativa fantasy, che ci ha detto come questa si sia modificata negli ultimi tempi e ha poi sviluppato alcune suggestioni tratte dagli interventi precedenti.
Il secondo incontro della domenica mattina è stato dedicato alla traduzione della History of Middle Earth. Pierluigi Cucitto ci ha spiegato quanto la History sia fondamentale per comprendere meglio le dinamiche del processo sub creativo tolkieniano e le profonde implicazioni filosofiche e metafisiche su cui il Professore si è soffermato, non sempre evidenti nelle opere conosciute.
Le vostre inviate hanno poi dovuto ripartire per tornare a Torino, perciò non abbiamo potuto seguire gli interventi della domenica pomeriggio. Il bilancio è stato come sempre positivo, sia per la qualità e la ricchezza degli interventi ascoltati, sia per il clima di amicizia che ha caratterizzato le due giornate. Come ogni anno si parte con un pizzico di dispiacere nel dover lasciare gli amici e con la speranza di poter dire: alla prossima!























































